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INTERVISTA AD AUGUSTO LAI, AUTORE DE "LE RADICI DEL BUIO"
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William Colton ha perso sua moglie e sua figlia in una notte, con modalità inspiegabili. Quattro mesi dopo, un incarico lo porta a Milano, dove incontra Eugenio Coletti, un parapsicologo che non solo considera reale ciò che William ha visto, ma è disposto a mostrargli che il soprannaturale esiste davvero. È l’inizio di un viaggio dentro un mondo nascosto e oscuro, che mette in rotta di collisione William, Coletti, un misterioso magnate d’oltreoceano e creature e vicende le cui radici affondano nel passato. Le radici del buio di Augusto Lai non è soltanto una storia di vampiri, licantropi e presenze oscure. È il percorso di un uomo ferito che cerca di capire cosa sia davvero un mostro, quanto siamo disposti a sacrificare per ciò che amiamo e se, davanti al buio, possiamo ancora scegliere cosa diventare. Augusto Lai ha 43 anni, vive a Genova ed è un ingegnere informatico. Con Le radici del buio esordisce nella narrativa, affidandosi al meccanismo del crowdfunding promosso da Bookabook....
LA COSCIENZA DI ROB
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"Buffi i ricordi, eh? Sono la più bella cosa che si ha, eppure ti rendono triste." Tiziano Sclavi, Dylan Dog (di Giuseppe Maresca) Questa storia unisce tante cose apparentemente distanti tra loro: la narrativa di Italo Svevo e il cinema di Clive Barker. Ok, direte voi, sei definitivamente ammattito, e forse non sbagliate, ma per parlare di Roberto Azzara e del suo Le cose che restano. Racconti, memorie e altre presenze (disponibile su Amazon sia in cartaceo che in ebook), devo per forza accostare questi due autori che apparentemente fanno a pugni tra di loro (e sinceramente, dopo aver letto questo libro, non so più chi potrebbe uscirne vincitore). Ma andiamo con ordine: conobbi Roberto quasi per caso ormai più di sei anni fa, avevo co-curato un’antologia di racconti dell’orrore dalla gestazione piuttosto travagliata e dalle grandi ambizioni e per la quale avevo avuto la prefazione del mio maestro Claudio Chiave...
INTERVISTA A MARCO GRASSO
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(di GIUSEPPE MARESCA) - Se Etna Comics avesse un'anima, e quell'anima avesse un nome, si chiamerebbe Marco Grasso. Conobbi Marco nel 2022, quando ero impegnato nella scrittura di Weird Zagor: il fantastico nella saga dello spirito con la scure . Al tempo, con Roberto Azzara, si cercava un contatto con Alfredo Castelli per un'ipotetica prefazione al volume che racconta e analizza tutte le storie fantastiche di Zagor a cui spesso Castelli aveva prestato la penna, e l'editore Alfio Grasso mi fece il suo nome. Marco si rivelò una sorpresa: gentile, profondo conoscitore della Nona Arte, con una predilezione particolare per Zagor sul quale ci siamo a lungo confrontati. Marco, grande collezionista di tavole e albi a fumetti, cura alcune tra le mostre più interessanti che hanno luogo durante la manifestazione, e quest'anno è toccato al nostro amatissimo Inquilino di Craven Road. Quindi non potevamo esimerci dal rivolgergli qualche domanda, le cui risposte, iudicium vestrum...