APPUNTAMENTO COL TERRORE CON HORROR MOVIE 80'S ICONS

(di GIUSEPPE MARESCA) - Un portfolio che omaggia l'età d'oro dell'horror non poteva limitarsi alle illustrazioni. Per accompagnare i disegni di Luigi Siniscalchi (acclamato disegnatore di Dylan Dog, Magico Vento, Martin Mystere e Julia, solo per citare alcuni personaggi da lui disegnati) dedicati alle icone del cinema horror anni Ottanta, è stato chiamato il nostro amico e collaboratore Roberto Azzara, scrittore, critico e storico del genere (autore tra le altre cose dell’ottimo I due volti del terrore, saggio sui film horror tratti da romanzi, racconti e fumetti e del poderoso Weird Zagor-Il fantastico nella saga dello Spirito con la scure), a redigere otto schede monografiche che trasformano il volume in un vero e proprio archivio visivo e testuale. Horror Movie 80's Icons raccoglie una serie di ritratti stilizzati dei villain più celebri del decennio: da Freddy Krueger a Jason Voorhees, da Pinhead a Chucky, passando per figure meno scontate come Pumpkinhead e il Tallman di Phantasm. Ogni tavola di Siniscalchi cattura l'essenza grafica del personaggio — linee nette, palette sature, citazioni iconografiche dei poster originali — mentre le schede di Azzara ne restituiscono il contesto. Azzara ha costruito ogni testo attorno a una griglia ricorrente, adattata però al respiro narrativo di ciascun mostro: genesi produttiva — le circostanze in cui il personaggio è nato, budget, studio, clima culturale; identikit visivo — analisi degli elementi di design (maschera, arma, silhouette) che lo hanno reso riconoscibile; sottotesto sociale — lettura delle paure collettive che il villain incarna: la crisi suburbana, l'AIDS, il consumismo reaganiano; eredità e sequel — come il personaggio si è evoluto nei seguiti, nei remake e nel merchandising. 
Le schede variano dalle 800 alle 1200 parole, bilanciando rigore documentario e passione cinefila. Roberto Azzara non rinuncia mai a un aneddoto di produzione o a una citazione dal set, ma evita (come suo solito anche nelle chiacchierate) il tono enciclopedico freddo: ogni testo si legge come un piccolo saggio appassionato. Il risultato è un portfolio ibrido. Le tavole di Siniscalchi funzionano come poster da incorniciare, le schede di Azzara come saggi da sfogliare. Insieme offrono due punti d'ingresso complementari: l'impatto immediato del disegno e la profondità storica del testo. Per i collezionisti di memorabilia horror, Horror Movie 80's Icons diventa così più di una raccolta di stampe: è un oggetto di culto che documenta, celebra e reinterpreta un decennio in cui i mostri dello schermo sono diventati icone pop globali.

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