IL PAPÀ DI UNDICI ARRIVA A CATANIA: MATTHEW MODINE ALL'ETNA COMICS 2026


C'è un nome che, annunciato su qualsiasi forum di cultura pop italiana, genera immancabilmente due reazioni simultanee: qualcuno esclama "Joker!" pensando all'elmetto di Full Metal Jacket, e qualcuno esclama "Brenner!" pensando ai tunnel sotto Hawkins. Matthew Modine è uno di quegli attori che riesce nell'impresa rara di essere iconico due volte, in due epoche diverse, per due generazioni che non si parlano quasi mai.

Il 2 giugno 2026, Modine sarà il grande ospite della giornata conclusiva di Etna Comics 2026, la quattordicesima edizione del Festival di cultura pop di Catania. Per chi ancora non lo sapesse: l'Etna Comics è la kermesse siciliana che negli anni ha portato da queste parti nomi come Rutger Hauer, Dario Argento e Giancarlo Esposito. Non esattamente una sagra di paese. I fan potranno incontrarlo alle 12 per una sessione autografi in Area Firme (50 posti gratuiti) e alle 15 per un incontro con il pubblico in Area Palco.

Attore, regista, doppiatore e produttore, Modine ha costruito una filmografia che spazia da America Oggi di Robert Altman a Ogni maledetta domenica di Oliver Stone, fino a Il cavaliere oscuro - Il ritorno e al recente Oppenheimer. È uno di quegli attori capaci di scomparire nel ruolo senza fare rumore, il che nel cinema di oggi vale oro. Ma per la maggior parte di chi legge questo blog, Modine è e resterà il dottor Martin Brenner — "Papà" per Undici — nella serie Netflix dei fratelli Duffer.

Stranger Things ha rilegittimato un intero alfabeto visivo e narrativo che i nerd italiani portavano dentro da decenni senza trovarlo rispecchiato nella cultura mainstream. Il Sottosopra è Lovecraft senza citare Lovecraft. Il laboratorio Hawkins è un incrocio tra King e Clive Barker condito di estetica spielberghiana. E per chi in Italia leggeva Dylan Dog, Nathan Never o le storie di Tiziano Sclavi, vedere quelle atmosfere sdoganate su una piattaforma globale ha avuto un effetto liberatorio. Non è una coincidenza se negli ultimi anni la narrativa italiana di genere abbia trovato un pubblico molto più largo. Stranger Things non ne è la causa, ma ne è stato sicuramente un catalizzatore culturale. E in questo scenario, il ruolo di Brenner è uno dei più interessanti della serie: un villain che non è mai del tutto villain, uno scienziato che crede in ciò che fa con una logica perversa ma coerente. Modine lo ha reso umano quanto bastava per renderlo inquietante il doppio.

Ll'Etna Comics è, anno dopo anno, la dimostrazione che la cultura pop di qualità non ha bisogno di scendere a compromessi con la geografia: Hawkins è lontana. Catania è dietro l'angolo.


Commenti