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"Ipnagogica" di Christian Sartirana, cinque racconti magistrali

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(di LUCA RAIMONDI) - Lo dico subito, per esser chiaro. Ipnagogica di Christian Sartirana, edito da Acheron, è uno dei migliori libri horror prodotti in Italia negli ultimi anni . Purtroppo non è un romanzo: dico purtroppo perché se l’horror nostrano non gode dei favori commerciali, ancor meno ne gode la formula della narrativa breve. Ovviamente la speranza è sempre che i racconti e il genere horror smettano di essere ostracizzati rispetto ai romanzi e al più popolare genere giallo (genere che tuttavia, appena un ventennio fa, a parte poche eccezioni era relegato nelle edicole o nelle bancherelle dei remainders e quasi del tutto ignorato dalla società letteraria, come a dire che i gusti del pubblico sono sempre piuttosto elastici). In questo caso i racconti sono anche pochini, appena cinque, e di conseguenza rimarrà deluso il lettore che acquista libri con l’idea di usarli per non far sbattere le finestre quando c’è corrente d’aria. Questa essenzialità è però sinonimo di qualità, ...

Da plebea a borghese, torna in libreria la strega di Biagio Arixi

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(di LUCA RAIMONDI) - Grazie a “Strega borghese” ho scoperto un autore raffinato, Biagio Arixi, un sardo trapiantato da anni a Roma, con una vasta bibliografia alla spalle (apprezzatissimo in particolare come poeta, di lui si sono occupati i nomi più illustri della cultura italiana), che nella maturità ha trovato una felice ispirazione fantastica, sovrannaturale. Già autore di “Strega plebea” (edito da Arkadia), che non ho purtroppo avuto il piacere di leggere, ha appena pubblicato una “Strega borghese” che riprende le gesta di Carmen, una giovane ammantata di mistero, cresciuta da una zia bigotta, che scopre poi di avere delle doti arcane. Ho ricevuto il libro per recensirlo e l’ho letto tutto d’un fiato, ignorando inizialmente che fosse una sorta di sequel di un altro libro, così esprimerò le mie riflessioni conscio che si tratta di una visione del tutto parziale del personaggio creato da Arixi, d’altro canto il libro si legge senza alcun problema anche ignorando il suo predecess...

Quella casa nel bosco di Aus: ricordando Chiara Palazzolo

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(di SALVO SEQUENZIA ) Come in ogni buon horror che si rispetti, all’inizio c’è sempre una casa.  Nel nostro caso, c’è una villa al limitare del bosco, dove Carla va a vivere insieme al marito e ai tre figli. Già   Poe, ne La caduta della Casa Usher (1839), metteva « in guardia da posti da tal genere ». Le case nascondono quasi   sempre segreti, misteri, oscure presenze. Anche la villa di Carla nasconde qualcosa, ed una gatta parlante ne custodisce i terribili segreti. Nel visionario e agghiacciante racconto di Lovecraft   I ratti dei muri (1924),   il protagonista sente la casa infestata dai ratti   e scopre un antico segreto di famiglia insieme alla presenza   di Nyarlathotep, il dio del « Caos strisciante », una entità di distruzione e di morte che dimora nella casa. All’origine dell’archetipo della “casa infestata” vi è Strawberry Hill , la villa di campagna che lo scrittore inglese Horace Walpole acquistò nel 1747, quattordici anni pri...

Il buio intorno a Brendon: l'oscura cinefiaba di Claudio Chiaverotti

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( di GIUSEPPE MARESCA) C'è un'antica fortezza spagnola a picco sul mare. Il cielo promette tempesta, i cavalloni marini sono sempre più imponenti e trascinano con loro corpi carbonizzati o putrescenti; ebbene sì, da sei ore è avvenuta la fine del mondo, ma se pensate che il peggio è passato...beh, sbagliate di grosso. Sì, perché non si sa né come né perché, dallo spazio (o dai recessi di una mente malata, o dagli abissi del mare, o da un'altra dimensione, tocca a voi scoprirlo) appare una sorta di prisma che riporta in vita i morti... Poi ne appare un altro, stessa forma ma di colore nero, e dovunque appaia, che sia Berlino, Amsterdam o il deserto della Namibia, l'inferno, stricto senso, si scatena (leggere per credere...). Ma un momento, cos'è, un film di Romero, un omaggio horror a Kubrick, o un moderno sci-fi a fumetti? Nossignori, è l'inizio di una nuova avventura per il personaggio più umano, più affascinante e più implacabile del fumetto italiano (sì......

Mostri New Millenium - Intervista a Gianmarco Fumasoli

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(di GIUSEPPE MARESCA) - Ebbene sì, devo confessarlo: da quando in edicola sono scomparse storiche testate come Splatter, Mostri, Bloob, Gore-Scanner (queste ultime due però di un'altra casa editrice rispetto le precedenti) il fumetto italiano è moooolto più triste. Era il 1990, frequentavo la terza media in un istituto religioso severissimo, in classe eravamo solo maschi (e già questo, se non è horror...) però ricordo anche, oltre le pratiche religiose, le partite di pallone, quelle a biliardo, le gite e tutto quello che può concernere l'età spensierata della fanciullezza. Alla severità (spesso eccessiva) dei preti e alle sane partite di pallone con gli amici (che in alcuni casi mi porto ancora dietro da quei tempi) c'era poi il mio "divertimento oscuro", quello che usciva in edicola con copertine che richiamavano gli amati mostri del cinema dell'orrore che potevo vedere solo di nascosto di notte in estate su quell'amabile trabiccolo che era la vecchi...

Halloween e la paura di morire: L'albero stregato di Ray Bradbury

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(di DEBORAH MADURINI) - “E la piccola città era anche piena di... Ragazzi. Ed era il pomeriggio della vigilia di Ognissanti.”  E' ottobre, lo sarà fino a mezzanotte. L'autunno, con il suo profumo di foglie secche e fiori appassiti riempie ogni anfratto della città ed il sole, dietro le nuvole, si sta ritirando per lasciare il posto ad una fredda oscurità.  La notte è vicina... La Strega, il Cavernicolo, lo Scheletro, la Grottesca, l'Accattone, la Morte, la Mummia e qualcun altro di altrettanto orribile sono pronti per gettarsi sulle strade, lui li sta aspettando. Lui, l'albero di Halloween.  Non c'è più tempo, dobbiamo seguirli o ci perderemo la fantastica avventura. Avremo paura? Oh, certo che ne avremo! Ma solo se saremo capaci di risvegliare il bambino che, dentro di noi, trema ancora al pensiero della “cosa in cima alle scale”.  E parlando di bambini che si celano dentro a corpi ormai adulti come possiamo non pensare al nostro Pascoli? Esatto, proprio lu...

La polizia a caccia di demoni nella Napoli di Stefanelli

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(di LUCA RAIMONDI) - “Sono un ispettore di polizia e i casi su cui indago sono molto particolari: hanno a che fare con i demoni. Ho una bara tatuata sul petto, il mio personale accesso al mondo degli spiriti. Ad aiutarmi ci sono mia figlia Giulia, che mi affianca da quando ho tentato di suicidarmi dopo la sua morte, e uno strano nano dal naso bitorzoluto, Caronte, custode di segreti e manufatti mistici. Sono Il Cacciatore , trench lungo e nero, cappello con ampia tesa, occhiali scuri, tatuaggi, piercing, collane con crocefissi dappertutto e un tocco di stile personale: non mi faccio mai mancare del rhum, la musica dei Led Zeppelin e il sanguinaccio, fatto in casa come una volta, con vero sangue di maiale.” Si presenta così l'ispettore capo Apollinare Neiviller, da tempo incaricato dal suo superiore, il vice questore aggiunto Aldo Santolobuono, di occuparsi di casi particolari. Quello su cui sta indagando da un paio di settimane vede undici persone apparentemente morte suicide...

Il nuovo romanzo di Pietro Grossi, "Orrore" all'italiana

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(di LUCA RAIMONDI) Non appena ho visto su Facebook la copertina di Orrore di Pietro Grossi, il mio cuore ha sobbalzato. Non tanto per il titolo, di per sé banale (specie ricordando che soltanto pochi mesi fa Dario Argento ha raccolto i suoi racconti con il titolo Horror e prima ancora ha dato alle stampe la sua autobiografia Paura ) o per la copertina tipicamente macabra, con al centro, su sfondo rosso scuro, un teschio di un animale (forse un cane), quanto per l’editore che ha proposto tutto ciò: Feltrinelli. Un grande marchio editoriale alle prese, almeno apparentemente, con un horror di un autore italiano , evento da sempre piuttosto raro ( Cari mostri di Stefano Benni è uno dei pochi precedenti per la casa editrice milanese, anche se Benni fa decisamente storia a sé). Vuoi vedere che quanto è stato seminato dall’antologia I signori della notte da me curata (ricetta: bravissimi autori italiani alle prese con quel genere, innominabile nei salotti buoni della letteratura itali...

"Il mastino di Darwin", L'Umbria horror di Alessandro Chiometti

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(di LUCA RAIMONDI) - Comincia bene “Il mastino di Darwin” di Alessandro Chiometti: nel prologo ci imbattiamo, dal punto di vista di Tania, una prostituta ucraina in quel di Perugia, in un vampiro – o presunto tale – che le succhia il sangue. Serial killer che ha visto troppi film con Christopher Lee o davvero immortale creatura della notte? Il dubbio s’insinua da subito nel lettore, il confine tra thriller e horror è fin dalle prime pagine assai labile. D’altro canto già dal risvolto di copertina sappiamo che l’investigatore di turno è l’ispettore di polizia Abramo Cantainferno e un tale con un simile cognome sarà senz'altro pronto a tutto, un po’ come il lettore del libro, che prima di assistere allo scempio sanguinolento della prostituta si è già imbattuto in una citazione da L’origine della specie (di Darwin, appunto), opera fondamentale della storia scientifica in cui è esplicata la celeberrima teoria evoluzionistica in cui specie organiche si evolvono tramite il processo d...

La Befana sexy-horror di D'Amore, Pappalardo e Fusk

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(di GIUSEPPE MARESCA) -  "Borgo San Michele è un tranquillo paesino di montagna, uno di quei posti che al mattino profumano di pane caldo e alla sera di legna bruciata." Direi che come inizio non c'è male per un fumetto horror all'italiana, soprattutto perché quello che avviene dopo questa idilliaca descrizione degna di un bel racconto alla Ray Bradbury, fa davvero paura e riesce a farti attorcigliare le budella come in un vecchio horror anni Ottanta. Ma andiamo con ordine. Mi aggiro per gli stand di Etna Comics 2018: frugo tra le anticaglie, ritrovo i giocattoli di quando ero bambino, vecchie e nuove sorprese, cari amici fumettari, sceneggiatori e scrittori, insomma il mio mondo. E' davvero difficile dire cosa c'è che non va, tutto sembra interessante e perfetto. Poi però vengo attratto da un ragazzo che disegna davanti un poster gigante di una strega intenta in un sexy sabba che sembra uscito dalle copertine dei gloriosi EC Comics, da Creepy (anche se l...

Il coraggio del "cinema dalle finestre che ridono" di Pupi Avati

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(di LUCA RAIMONDI) - Dovessi ridurre l'horror italiano degli ultimi trent'anni a pochi nomi, ecco i primi che mi verrebbero in mente: Eraldo Baldini, Dario Argento, Tiziano Sclavi, poi una sfilza di nomi con cui ho recentemente collaborato (da Danilo Arona a Nicola Lombardi) e infine indicherei sicuramente Pupi Avati. Un nome che mi sovviene sempre in ritardo, in questo tipo di elencazione, soprattutto per il fatto che la componente horror del cinema di Pupi Avati è di certo minoritaria rispetto a tante altre prove in generi ben diversi, come ben sapete, legati alla memoria, al ricordo, all'infanzia. Sia pure con una certa esitazione iniziale, alla fine Pupi Avati lo inserirei sempre e comunque. Non tanto o non solo per "La casa delle finestre che ridono", che pur essendo uno dei film più paurosi del cinema italiano non presenta comunque nulla di sovrannaturale e si colloca piuttosto nel filone dei primi thriller argentiani, varianti del giallo tradizionale pi...