Post

Un fantasticar di morti: i "Racconti fantastici" di Iginio Ugo Tarchetti

Immagine
(di DEBORAH MADURINI) - “Nato pel cielo, e tutto in quello assorto” : con queste parole Emilio Praga dipinge, in occasione della prematura scomparsa, Iginio Ugo Tarchetti, artista d'animo oltremodo sensibile, travagliato da profonde e cupe malinconie. E sono parole, quelle di Praga, che trovano conferma, oltre che nella vita, anche nell'opera letteraria di Tarchetti e in particolar modo nella sezione fantastica di quest'ultima, il cui esito forse più riuscito è quello dei Racconti fantastici , pubblicati nel 1869 per conto dell'editore Treves. Per Iginio Ugo Tarchetti, infatti, fantastico significa ricercare nel proprio mondo interiore, governato da leggi mistiche e irrazionali, la via di fuga da una realtà che, incapace di comprendere la sua astrattezza lo opprime al punto di spingerlo a vagheggiare la morte. Fantastico è per Tarchetti ripiegamento su di sé, sul proprio io interiore, ma al contempo è inesausta tensione verso l'ignoto e il soprannaturale il ...

Sua maestà Faccia di Sale: tra Storia e favola nera.

Immagine
(di GIUSEPPE MARESCA) - Proprio non capisco cosa passi per la testa di editori e lettori italiani: si osannano romanzi minimalisti senza nerbo narrativo o estro poetico pubblicati da fior fiori di case editrici, e si dimentica velocemente la Letteratura, quella con la L maiuscola. Così, autori di prim'ordine come Eraldo Baldini, che sfido chiunque a non considerare come una delle firme migliori nel nostro panorama letterario, rischiano di passare nel dimenticatoio o in sordina rispetto ad altri che non aggiungono o non tolgono niente (anzi sì, qualcosa la tolgono: il tempo perso a leggere i loro presunti capolavori, aumentando nel povero lettore la tristezza di senechiana memoria sulla caducità della vita, soprattutto quando la si spende male) al panorama letterario italiano e appiattendo il livello encefalico del lettore medio. Ma andiamo a ritroso nel tempo e al mio incontro con Eraldo Baldini. L'amico Luca, fedele scudiero degli anni universitari, con cui condivido i...

"Ipnagogica" di Christian Sartirana, cinque racconti magistrali

Immagine
(di LUCA RAIMONDI) - Lo dico subito, per esser chiaro. Ipnagogica di Christian Sartirana, edito da Acheron, è uno dei migliori libri horror prodotti in Italia negli ultimi anni . Purtroppo non è un romanzo: dico purtroppo perché se l’horror nostrano non gode dei favori commerciali, ancor meno ne gode la formula della narrativa breve. Ovviamente la speranza è sempre che i racconti e il genere horror smettano di essere ostracizzati rispetto ai romanzi e al più popolare genere giallo (genere che tuttavia, appena un ventennio fa, a parte poche eccezioni era relegato nelle edicole o nelle bancherelle dei remainders e quasi del tutto ignorato dalla società letteraria, come a dire che i gusti del pubblico sono sempre piuttosto elastici). In questo caso i racconti sono anche pochini, appena cinque, e di conseguenza rimarrà deluso il lettore che acquista libri con l’idea di usarli per non far sbattere le finestre quando c’è corrente d’aria. Questa essenzialità è però sinonimo di qualità, ...

Da plebea a borghese, torna in libreria la strega di Biagio Arixi

Immagine
(di LUCA RAIMONDI) - Grazie a “Strega borghese” ho scoperto un autore raffinato, Biagio Arixi, un sardo trapiantato da anni a Roma, con una vasta bibliografia alla spalle (apprezzatissimo in particolare come poeta, di lui si sono occupati i nomi più illustri della cultura italiana), che nella maturità ha trovato una felice ispirazione fantastica, sovrannaturale. Già autore di “Strega plebea” (edito da Arkadia), che non ho purtroppo avuto il piacere di leggere, ha appena pubblicato una “Strega borghese” che riprende le gesta di Carmen, una giovane ammantata di mistero, cresciuta da una zia bigotta, che scopre poi di avere delle doti arcane. Ho ricevuto il libro per recensirlo e l’ho letto tutto d’un fiato, ignorando inizialmente che fosse una sorta di sequel di un altro libro, così esprimerò le mie riflessioni conscio che si tratta di una visione del tutto parziale del personaggio creato da Arixi, d’altro canto il libro si legge senza alcun problema anche ignorando il suo predecess...

Quella casa nel bosco di Aus: ricordando Chiara Palazzolo

Immagine
(di SALVO SEQUENZIA ) Come in ogni buon horror che si rispetti, all’inizio c’è sempre una casa.  Nel nostro caso, c’è una villa al limitare del bosco, dove Carla va a vivere insieme al marito e ai tre figli. Già   Poe, ne La caduta della Casa Usher (1839), metteva « in guardia da posti da tal genere ». Le case nascondono quasi   sempre segreti, misteri, oscure presenze. Anche la villa di Carla nasconde qualcosa, ed una gatta parlante ne custodisce i terribili segreti. Nel visionario e agghiacciante racconto di Lovecraft   I ratti dei muri (1924),   il protagonista sente la casa infestata dai ratti   e scopre un antico segreto di famiglia insieme alla presenza   di Nyarlathotep, il dio del « Caos strisciante », una entità di distruzione e di morte che dimora nella casa. All’origine dell’archetipo della “casa infestata” vi è Strawberry Hill , la villa di campagna che lo scrittore inglese Horace Walpole acquistò nel 1747, quattordici anni pri...

Il buio intorno a Brendon: l'oscura cinefiaba di Claudio Chiaverotti

Immagine
( di GIUSEPPE MARESCA) C'è un'antica fortezza spagnola a picco sul mare. Il cielo promette tempesta, i cavalloni marini sono sempre più imponenti e trascinano con loro corpi carbonizzati o putrescenti; ebbene sì, da sei ore è avvenuta la fine del mondo, ma se pensate che il peggio è passato...beh, sbagliate di grosso. Sì, perché non si sa né come né perché, dallo spazio (o dai recessi di una mente malata, o dagli abissi del mare, o da un'altra dimensione, tocca a voi scoprirlo) appare una sorta di prisma che riporta in vita i morti... Poi ne appare un altro, stessa forma ma di colore nero, e dovunque appaia, che sia Berlino, Amsterdam o il deserto della Namibia, l'inferno, stricto senso, si scatena (leggere per credere...). Ma un momento, cos'è, un film di Romero, un omaggio horror a Kubrick, o un moderno sci-fi a fumetti? Nossignori, è l'inizio di una nuova avventura per il personaggio più umano, più affascinante e più implacabile del fumetto italiano (sì......

Mostri New Millenium - Intervista a Gianmarco Fumasoli

Immagine
(di GIUSEPPE MARESCA) - Ebbene sì, devo confessarlo: da quando in edicola sono scomparse storiche testate come Splatter, Mostri, Bloob, Gore-Scanner (queste ultime due però di un'altra casa editrice rispetto le precedenti) il fumetto italiano è moooolto più triste. Era il 1990, frequentavo la terza media in un istituto religioso severissimo, in classe eravamo solo maschi (e già questo, se non è horror...) però ricordo anche, oltre le pratiche religiose, le partite di pallone, quelle a biliardo, le gite e tutto quello che può concernere l'età spensierata della fanciullezza. Alla severità (spesso eccessiva) dei preti e alle sane partite di pallone con gli amici (che in alcuni casi mi porto ancora dietro da quei tempi) c'era poi il mio "divertimento oscuro", quello che usciva in edicola con copertine che richiamavano gli amati mostri del cinema dell'orrore che potevo vedere solo di nascosto di notte in estate su quell'amabile trabiccolo che era la vecchi...

Halloween e la paura di morire: L'albero stregato di Ray Bradbury

Immagine
(di DEBORAH MADURINI) - “E la piccola città era anche piena di... Ragazzi. Ed era il pomeriggio della vigilia di Ognissanti.”  E' ottobre, lo sarà fino a mezzanotte. L'autunno, con il suo profumo di foglie secche e fiori appassiti riempie ogni anfratto della città ed il sole, dietro le nuvole, si sta ritirando per lasciare il posto ad una fredda oscurità.  La notte è vicina... La Strega, il Cavernicolo, lo Scheletro, la Grottesca, l'Accattone, la Morte, la Mummia e qualcun altro di altrettanto orribile sono pronti per gettarsi sulle strade, lui li sta aspettando. Lui, l'albero di Halloween.  Non c'è più tempo, dobbiamo seguirli o ci perderemo la fantastica avventura. Avremo paura? Oh, certo che ne avremo! Ma solo se saremo capaci di risvegliare il bambino che, dentro di noi, trema ancora al pensiero della “cosa in cima alle scale”.  E parlando di bambini che si celano dentro a corpi ormai adulti come possiamo non pensare al nostro Pascoli? Esatto, proprio lu...

La polizia a caccia di demoni nella Napoli di Stefanelli

Immagine
(di LUCA RAIMONDI) - “Sono un ispettore di polizia e i casi su cui indago sono molto particolari: hanno a che fare con i demoni. Ho una bara tatuata sul petto, il mio personale accesso al mondo degli spiriti. Ad aiutarmi ci sono mia figlia Giulia, che mi affianca da quando ho tentato di suicidarmi dopo la sua morte, e uno strano nano dal naso bitorzoluto, Caronte, custode di segreti e manufatti mistici. Sono Il Cacciatore , trench lungo e nero, cappello con ampia tesa, occhiali scuri, tatuaggi, piercing, collane con crocefissi dappertutto e un tocco di stile personale: non mi faccio mai mancare del rhum, la musica dei Led Zeppelin e il sanguinaccio, fatto in casa come una volta, con vero sangue di maiale.” Si presenta così l'ispettore capo Apollinare Neiviller, da tempo incaricato dal suo superiore, il vice questore aggiunto Aldo Santolobuono, di occuparsi di casi particolari. Quello su cui sta indagando da un paio di settimane vede undici persone apparentemente morte suicide...